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Made in the UK: Janette Beckman, una retrospettiva dedicata alla fotografa londinese che amava immortalare l’autentico | Blog Arte Contemporanea - IdeaArte

Made in the UK: Janette Beckman, una retrospettiva dedicata alla fotografa londinese che amava immortalare l’autentico

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Janette Beckman-Belinda Carlisle 1982

Alla galleria ONO arte di Bologna è in corso una retrospettiva dedicata ai primi anni di carriera della fotografa londinese Janette Beckman. Lavorando per alcune riviste musicali di punta tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, Beckman si è focalizzata sul lifestyle delle maggiori band punk dell’epoca.

Non solo artisti, in realtà, dato che l’interesse della Beckman ha abbracciato in egual misura il popolo dei fan che seguivano fedelmente gli idoli del momento, soprattutto dal punto di vista estetico.
Si direbbe un repertorio simile a quello che potrebbe fornire un’antropologa: cos’è la fotografia se non il ritratto istantaneo della società? Nel caso specifico, una società formata da ragazzi autonomi in grado di crearsi un proprio stile autentico: dal punk di Vivienne Westwood al Mod di Quadrophenia.

La gente comune diviene protagonista, così come lo era stata negli scatti in bianco e nero di Diane Arbus: lo sguardo indagatore si mantiene detaché e imparziale, l’autore non si fa coinvolgere dal popolo che fotografa, anche se presumiamo ne rimanga affascinato, e lascia qualsiasi commento al fruitore delle immagini.

Nello stesso modo in cui si parla di antropologia si parla anche di moda: l’indagine di Janette Beckman si concentra sullo stile fine a se stesso, uno stile che allora poteva definirsi genuino e non una riproposizione stanca del punk come capita talvolta di incontrare oggigiorno per strada.
Musica, moda e gente di strada: le parole d’ordine per descrivere i lavori della Beckman presenti alla Ono arte fino al 23 luglio, giusto in tempo per il giubileo della regina Elisabetta.

In alto i calici, dunque, e God save the queen.

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