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Later Paintings, Turner Monet Twombly alla Tate Modern | Blog Arte Contemporanea - IdeaArte

L’eco indefinito di Turner, Monet e Twombly

di

Turner-Monet-Twombly

Tre artisti, tre secoli: questa è la scelta di Jeremy Lewison, curatore della mostra itinerante Turner Monet Twombly – Later Paintings dal 22 giugno alla Tate Liverpool.

Dicevo, tre pittori. Eppure la linea di confine tra loro non è poi così netta, considerando che si tratta di personalità appartenenti a culture ed epoche differenti.

In effetti, sembra di trovarsi di fronte ad un romanzo figurativo di formazione in cui si assiste all’evoluzione di un solo artista.
All’inizio le tele sono un turbinio di colore in cui l’atmosfericità densa della materia rimanda ad eventi tragici. Questo è William Turner (Londra, 1775-1851), la cui pittura – pur vincolata da contenuti storico-religiosi – è finalmente slegata dalle costrizioni di una mimesi realistica dove la natura è spesso sinonimo di idillio. Lo spazio diventa indefinito, lo stile visionario e le pennellate fluide e libere proprio come sarà per Claude Monet (Parigi, 1840-1926). In questo caso, il passaggio fondamentale è doppio: la pittura non viene più eseguita in studio bensì en plein air, rivoluzionando il modo di concepire il prodotto artistico.

La sua è anche una rivoluzione contenutistica: non più temi opprimenti ma soggetti casuali sui quali indagare con la medesima perizia tecnica. Lo scopo è di rendere l’immagine vista in quell’istante (già perduto) che solo l’automaticità della fotografia poteva assicurare. Infine, ad avere la meglio, pare sia una riflessione spirituale dove lasciare spazi bianchi sulla tela significa evocare gli interrogativi della vita. Cy Twombly (Lexington, 1928-2011) si abbandona ad un misticismo pacato, in forte antitesi alle pratiche violente del dripping di Pollock e del Gutai, tradotto in una pittura segnica che si fa elogio del dubbio.
Chapeau.

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