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Tredici Muri per tredici artisti | Blog Arte Contemporanea - IdeaArte

Tredici Muri per tredici artisti

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street art bologna

Sotto il cielo rovente dell’estate Bologna cambia pelle. La periferia nord della città, fatta di vecchi edifici grigi e spenti si veste di una nuova cromia, un restyling che seduce e ridefinisce il paesaggio urbano.

Va in scena Frontier – La linea dello stile, manifestazione curata da Fabiola Naldi e Claudio Musso sostenuta e coordinata dal Comune di Bologna e in collaborazione con la Regione Emilia Romagna.

Dal 19 giugno a inizio agosto la città si è trasformata in un grande museo a cielo aperto. Ospiti tredici artisti di fama internazionale, italiani e stranieri che, dagli anni ’70 ad oggi, sono stati promotori di due movimenti artistici fra i più autorevoli nel panorama dell’arte e della cultura urbana contemporanea: il Writing e la Street Art.

Phase II, Daim, Does, Honet, M-City, i bolognesi Cuoghi Corsello, Rusty e Dado, e gli italiani Joys, Etnik, Eron, Hitnes, Andreco sono pronti a giocare con bombolette e rulli sui muri delle case Acer (Azienda Casa Emilia Romagna della Provincia di Bologna), sparsi in diversi quartieri a nord di Bologna per dare vita a giganteschi wall painting e writing.

Gli artisti sono stati scelti in quanto personalità forti, degli ultimi decenni, rappresentanti di tendenze fortemente innovative che hanno contribuito a cambiamenti fondamentali per l’evoluzioni artistica dei due movimenti. Considerando un arco storico che va dagli anni ’70 ad oggi: dalla ricerca ‘ossessiva’ della tridimensionalità di Daim, Joys, Dado, all’importanza del segno gestito attraverso un uso sapiente del colore e la padronanza della composizione come nel caso di Honet, Does, Hitnes, Eron, fino alla rinnovata presenza di una figurazione stilizzata scelta in funzione di precisi messaggi, come nel caso di M-City, Andreco, Cuoghi Corsello. La scelta dei curatori verte, per tanto, su diverse personalità del panorama underground internazionale, con una particolare attenzione per l’eccellenza italiana; e la volontà ben precisa, di dare spazio alle diverse generazioni susseguitesi negli anni e alle loro relative trasformazioni stilistiche.

Frontier è un progetto curatoriale che dimostra quanto il Writing e la Street Art abbiano influenzato e continuino ad influenzare la scena artistica globale. La manifestazione prende le distanze dagli scarabocchi che ‘affliggono’ i muri del centro della città, per confrontarsi e collegarsi idealmente e storicamente alla mostra “Arte di Frontiera. New York Graffiti”, curata da Francesca Alinovi nell’84 alla GAM di Bologna, alla quale parteciparono gli esponenti principali del graffitismo newyorkese, tra cui: Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Kenny Scharf. Ancora una volta Bologna dimostra il suo ruolo cruciale come centro di produzione e di riflessione in continuo fermento.
A conclusione del progetto il MAMbo, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Bologna ospiterà una conferenza per rilettere quanto negli anni, la Street Art e il Writing siano cambiati e quanto essi abbiano inciso sugli artisti contemporanei.

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