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Il contemporaneo che vive nel passato: Castellani/Uecker a Ca’ Pesaro | Blog Arte Contemporanea - IdeaArte

Il contemporaneo che vive nel passato: Castellani/Uecker a Ca’ Pesaro

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Contrariamente al senso di delusione che si insinua inevitabilmente percorrendo le stanze di Palazzo Mocenigo, il turista che si imbatte alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro non rimane affatto deluso. Anzi.

L’edificio progettato da Baldassarre Longhena, architetto famoso sul suolo veneziano poiché autore della celeberrima Chiesa della Salute e dell’attuale sede del museo del Settecento Ca’ Rezzonico, è maestoso ed imponente  con stanze spaziose e ben illuminate.

Il percorso espositivo della collezione permanente si apre con una sala che risveglia in me tutta la nostalgia della mostra dedicata al Divisionismo ospitata ormai sei mesi fa al Palazzo Roverella di Rovigo. Autori come Morbelli, Previati, Nomellini e Balla hanno il compito di aprire le danze e condurre per mano il visitatore verso opere di altri artisti, anche internazionali, che sono stati protagonisti delle varie Biennali d’Arte a Venezia.

Tuttavia, la parte più sorprendente si trova all’ultimo piano del palazzo dove è attualmente in corso una doppia retrospettiva su Enrico Castellani e Günther Uecker. Gli spazi di queste due sale sono ancora più dilatati, e le opere di entrambi gli artisti coesistono in modo assolutamente armonioso con l’identità storica di questo edificio. Lo stesso dicasi per gli enormi gruppi scultorei di Rodin che si fronteggiano in lontananza, Il Pensatore e I borghesi di Calais, inseriti perfettamente in un contesto così particolare come il suddetto palazzo veneziano.

Concludo con una parentesi, che dovrebbe essere sicuramente ampliata, sui tesori conservati nell’ala del palazzo destinata al Museo d’Arte Orientale. L’atmosfera quasi buia si sposa con le suggestioni esotiche degli arredi esposti di grande prestigio che spaziano dal vasellame alle spade. Prima di volare a Tokyo, quindi, spendete un’ora di treno per arrivare in laguna: pare che nemmeno in Giappone siano in possesso di tali ricchezze.

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